Eccomi qui... con la mia fede al dito. Felice, raggiante in attesa dei tipi che a breve mi consegneranno materasso e rete (ma continua a chiamarsi rete anche se non c'è più la rete??).
Il matrimonio è passato, è stato tutto perfetto: se avessi desiderato la perfezione, qualcosa sarebbe andata storta. Invece ogni cosa è andata per il verso giusto. Siamo proprio felici. Alla fine sono arrivata all'altare tranquilla e pacifica, come se non fossi io la diretta interessata. Accompagnata dall'Ave Maria di Gounod (quella di Schubert, non essendo dedicata alla Madonna è vietata - per lo meno dove mi sono sposata io - ... mi sono dovuta sposare per imparare sta cosa...) cantata da mia cognata, ho avuto un attimo di sbandamento, di emozione: era la prima volta che la sentivo cantare, veramente brava. E poi la lettura delle formule, la voce emozionata di Zak, le foto coi parenti, le foto a Chianalea, l'ottima cena, le bomboniere, i complimenti, wish you were here durante il taglio della torta, balli sardi vs tarantella (hanno vinto i sardi... mi sono buttata pure io che non so andare oltre il passo base), la suite, mio padre ancora emozionato il giorno dopo, il bouquet messo a seccare. Insomma, delle volte mi guardo indietro e penso che sia stato solo un bellissimo sogno, poi vedo la mia fede al mio dito e capisco che è pura realtà.
E ora si pensa al viaggio di nozze...